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Arti Visive / Roberto Mosca Ros



Ecleptyc Rose – video 

In epoca moderna la natura è come un ingombrante virus da eliminare, prodotto antiquato e selvaggio, pronto a logorare le conquiste innovative della rivoluzione industriale e dei suoi feticci consumistici. Nei frangenti suburbani, dai profili dimessi e caotici, il rapporto tra elementi naturali e città costruita presenta i drammatici risvolti ideologici dell’edonismo materialista, rivelando il disagio di una squilibrata convivenza della cultura contemporanea con l’ambiente.  La trascuratezza dell’uomo nei confronti del paesaggio ha impedito di tutelare le biodiversità, inaridendo il pensiero moderno, futilmente impegnato a duplicarsi in simulacri superficiali, privi di profondi riferimenti simbolici con i sistemi biologici. Una visione critica sintetizzata nelle sequenze filmiche di questo video, elaborato da Roberto Mosca Ros in collaborazione con Elena Gambalonga, che adotta un punto di esplorazione personale per condurre l’osservatore a valutare criticamente i fenomeni planetari intorno a noi. La costante e multiforme trasformazione delle energie di vita, della flora e della fauna sul nostro pianeta, muove lo spirito dell’arte in metamorfiche dinamiche. Suoni, rumori, luci, profumi influenzano il nostro microcosmo e sollecitano riflessioni sui mondi ultraterreni generando filosofie cosmogoniche.  È compito dell’artista non lasciarsi ingannare, e capire che spesso le trasparenze sono sinonimo di verità strumentali.  Anche un vetro può rappresentare un ostacolo nel percorso verso una terza dimensione, liberata dalla finzione prospettica dell’inganno iconografico prodotto dal supporto mediatico, sia esso quadro o schermo di proiezione. Tagliare la tela, fuggire oltre la trappola delle regole è ancora oggi un dovere, da cui l’arte non può esimersi.                                     

 

(Fortunato D'Amico)

 

 

Nasce il 26 ottobre 1960 a Torino, città dove consegue la licenza di maturità superiore diplomandosi presso II Liceo Artistico Cottini. È uno dei protagonisti del movimento studentesco a metà degli anni Settanta, periodo in cui la vita, l’arte e la politica si confondono indissolubilmente, senza una precisa linea di demarcazione. Un percorso dell’arte di ispirazione culturale e plurilinguistico, che spazia dal teatro alla radio, dalla musica alla pittura, dalla fotografia alle esperienze degli anni Ottanta, dedicate alle riprese e al montaggio video, con l’obiettivo di coniugare i diversi elementi dell’arte nell’elaborazione degli stessi. Dopo l’avvento delle strumentazioni digitali ha continuato a utilizzare, per la rappresentazione di alcune opere, le apparecchiature analogiche: mixer video, telecamere Super 8, VHS, macchine fotografiche a pellicola. Amante della natura e delle sue forme, già da bambino ha continuato a documentare, lo spirito dei luoghi, fotografando o riprendendo immagini di mari, montagne, colline, pianure, cieli al tramonto, all’alba, campi fioriti, fiumi e laghi, anche nella sua attività professionale. Per questa passione ha lavorato per il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.


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