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Arti Visive / Ettore de Conciliis



Guerra e distruzione, pace e giustizia sociale: schierate l’una contro l’altra si contendono le sorti del mondo, incorniciando la veneranda figura di San Francesco d’Assisi. Nell’enorme murale c’è posto per tutti: Papa Giovanni XXIII e i vescovi avellinesi, John Kennedy, Mao Tse Tung, Cesare Pavese, Guido Dorso, Pier Paolo Pasolini, Fidel Castro. È il celeberrimo Murale della pace. Bomba atomica e coesistenza pacifica (6,30 x 22 m), realizzato da Ettore de Conciliis in collaborazione con Rocco Falciano tra il 1964 e il 1965 sull’ampio muro absidale della chiesa di San Francesco d’Assisi, nella periferia di Avellino. Un’opera con la quale de Conciliis, avellinese, fa il suo ingresso dirompente sulla scena artistica internazionale, suscitando un più che vivace dibattito sul tema dell’innovazione iconografia dell’arte sacra.

«… Ettore de Conciliis (e Rocco Falciano), pur coi dubbi esistenziali dei nostri tempi, sembrano appellarsi a quella mitica “età del l’oro” quando San Francesco d’Assisi poteva predicare agli uccelli e rabbonire il lupo nel nome della Fede, la quale travalica ogni barriera contingente.
II complesso e labirintico percorso – quasi mai la via del Signore è dritta e priva di ostacoli – da cui … trae origine il murale dedicato alla pace: Bomba Atomica e coesistenza pacifica, si definisce, pertanto, nell’alveo di un ottimismo come sospeso dalla diffidenza e dalla superstizione, dalla violenza e dalla morte gratuita spirante tra muri e cortine che, all’epoca, sembravano invalicabili, elevate e difese da guerre, fredde e calde, comunque gestite da ideologie prive di ogni approccio dialogico.
La voce della Fede in Cristo era stata l’unica a tentare un accordo (all’apparenza impossibile) tra le parti in conflitto: capitalismo-marxismo, facendo appello perché si definissero i valori che univano rispetto a quelli che dividevano». (Maurizio Marini)

Il murale della pace è solo il preludio di un’intensa attività artistica dedicata alla realizzazione di murali di impegno sociale, perfezionata in Messico al fianco di David Alfaro Siqueiros, che dal 1968 al 1980, in maniera tutt’altro che silente, attraversa in lungo e in largo la Penisola: Effetti del capitalismo e fronte della pace (1968) a Cadelbosco (Re), Sistema clientelare Mafioso e non violenza (1968) a Trappeto (Pa), Occupazione delle terre e lotta per lo sviluppo (1970-72) a Fiano Romano (Rm) in collaborazione con Carlo Levi ed Ernesto Treccani, Giuseppe Di Vittorio e la condizione del Mezzogiorno (1974) a Cerignola (Fg), opera distrutta nel 1975 da un attentato mafioso; nel 1980 è la volta di un’opera di land art: il Memoriale di Portella della Ginestra (1980) a Piana degli Albanesi (Pa), in ricordo e sul luogo della strage consumatasi il 1 maggio 1947.

A partire dagli anni Ottanta, la svolta, con il passaggio alla pittura tradizionale a olio su tela, ma con un interesse sempre vivo per l’arte pubblica, concretizzatosi nel 2001 con la progettazione e realizzazione a Roma di un nuovo lavoro di land art: Il Parco della Pace (2008).

Le opere di Ettore de Conciliis sono state esposte in tutta Italia. Da oltre vent’anni l’artista è una presenza costante negli Stati Uniti con prestigiose rassegne espositive. Nel 2009 ha tenuto una personale all’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo, dove prima di lui hanno esposto, unici tra gli artisti italiani, Giacomo Manzù e Piero Guccione.

Terra Arte, per la sua undicesima edizione, ospita una riproduzione del Murale della pace.


Tags : Terra Arte 2011

Links : www.ettoredeconciliis.com