La pietra è la materia della quale è essenzialmente costituita non solo la terra, ma l’intero cosmo. Essa è associata all’idea della durezza, della resistenza e dell’eternità. Con essa sono state costruite le Piramidi, Stonehenge, il Colosseo, le cattedrali; strutture che mostrano le qualità plastiche, formali della pietra. Nel corso della storia l’uomo ha anche mostrato le qualità strumentali della pietra, costruendo utensili che si dispongono in un ampio ventaglio di possibilità che va dalle pietre scheggiate della preistoria al microprocessore di un odierno computer.
La magia dell’arte di Pinuccio Sciola è stata quella di mostrarci l’intero percorso, che dalla materia della pietra arriva all’immaterialità del suono, passando per la trasparenza e l’elasticità: è possibile guardare attraverso queste pietre, è possibile osservarne la straordinaria elasticità.
I suoni che esse emanano sono quelli della storia del mondo, della montagne che tremano, che si scontrano, che si piegano, che crollano e che, in maniera straordinaria, si connettono per similitudine ai suoni delle attuali sonorità prodotte dalle sperimentazioni elettro-elettroniche. Insomma, come se la storia della musica prodotta dall’uomo non fosse che solo una piccola parentesi di una musica universale, eterna che dalla notte dei tempi si spinge oltre il futuro. D’altronde, l’essenza della musica non è tanto connessa alla capacità di un musicista di produrla, ma piuttosto alla capacità di un uomo di ascoltarla.