Nativo di Potenza, R. Dalisi vive e lavora a Napoli, dove è stato docente ordinario di Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura e direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno industriale presso lo stesso ateneo.
Architetto, scultore e designer di livello internazionale (tra i numerosi riconoscimenti conferitigli è doveroso citare il Premio Compasso d’oro per il design nel 1981 per la sua ricerca sulla caffettiera napoletana), R. Dalisi spazia da anni nel campo dell’arte con instancabile vitalità e coerenza, avendo individuato nel fattore emozionale non solo i postulati teorici di un approccio architettonico anti-funzionalista, ma anche l’ispirazione comune a opere scultoree e design di animazione.
Una napoletanità viva, buffa e malinconica, certamente innata, ma anche sorretta dai rapporti decennali che R. Dalisi agli esperti artigiani di rua Catalana (Na) – esecutori materiali dei suoi progetti scultorei – aleggia tra le sue creazioni, a partire dalle caffettiere animate: un folla di “Totocchi” (versione tutta napoletana del burattino di Collodi) realizzata in latta o rame che pare giungere da un mondo istrionico e fiabesco.
Il rapporto con la creatività spontanea, libera da sovrastrutture razionali – concetto che in architettura assume il motto di “progettare senza pensare” – trae ispirazione dalla creatività infantile, esperita dall’artista già agli inizi degli anni Settanta in occasione del progetto per la costruzione di un asilo presso il noto quartiere Traiano a Napoli. Le sue sculture – sagome di ferro, latta o rame dalle linee flessuose, nella cui forza espressiva riverberano il mito, il sacro, la fiaba – paiono prendere corpo nella coscienza di un artista maturo che ha appreso dai bambini a osservare e a disegnare.
Dalisi si è proposto al pubblico di Terra Arte anche nella veste meno nota, più intima, ma altrettanto illustre, di pittore. Nei suoi disegni il guizzo fulmineo e indomito di un’idea che una mano celere traduce vorticosamente in forme e colori. «Il successo di un disegno, un determinato segno, una determinata forma, sta in ciò che comunica ed è una comunicazione rapida, veloce, che scavalca ogni spiegazione» (R. Dalisi).